A occhi aperti, di Mario Calabresi

La passione per la fotografia di Mario Calabresi, attuale direttore de La Stampa e prossimo direttore di Repubblica, affonda le radici nella sua infanzia. A 12 anni gli venne regalata una macchina fotografica e da quel girono la passione per l'immagine non l' ha mai abbandonato. Divenuto giornalista di primissimo piano, ha avuto modo di continuare a coltivare l'interesse per la fotografia conoscendo ed intervistando esponenti di spicco del fotogiornalismo, esperienze che lo hanno portato alla realizzazione di "A occhi aperti" , un bellissimo volume edito da Contrasto.

 

 

 

" A occhi aperti" e' una dichiarazione d'amore per la fotografia come mezzo capace di "fermare" la storia in un' immagine e plasmare l'immaginario collettivo di intere generazioni. Calabresi intervista 10 grandi fotografi contemporanei chiedendo loro come siano riusciti a realizzare quegli scatti in cui la storia sembra essersi fermata in una foto. Da queste interviste emerge il dietro le quinte  di questi grandi cronisti del nostro tempo: come sono diventati professionisti, come hanno realizzato i loro migliori scatti, qual e' il loro metodo di lavoro. Le storie delle loro carriere sono diverse, alcune segnate dal caso, altre dall'intervento della Grande Storia, altre dalla tenacia e dalla curiosita', altre ancora dalla voglia di cambiare il mondo per mezzo delle immagini. Piu' che un libro di fotgrafia,  e' un libro sul mestiere di fotografo. Come dice Calabresi nell' introduzione : "Questo non e' un libro sulla fotografia ma sul giornalismo, sull'essenza del giornalismo : andare a vedere, capire, testimoniare."

I fotografi intervistati fanno parte del gotha internazionale della fotografia: McCurry, Koudelka, Erwitt, Salgado, Mcullin, Webb, Fusco, Pellegrin, Abbas e Basilico. Tutti a loro modo hanno avuto il coraggio di immergersi e contaminarsi della realta' che li circondava  e cosí facendo sono riusciti a cogliere attimi di Storia come pochi altri.

 

Da queste interviste, che palesano  la passione e l'ammirazione dell'autore per i fotografi intervistati, emergono storie affascinanti di vite plasmate  dalla professione di fotografo e dalla volonta' di essere in prima linea a testimoniare la Grande Storia : la vita da clandestino di Josef Koudelka, che riusci' a scappare dalla Cecoslovacchia comunista grazie all'aiuto di Elliot Erwitt, allora presidente della Magnum; Don McCullin che affronta i proiettili per portare al sicuro un soldato americano ferito; la crisi profonda di Salgado dopo essere stato testimone dello sterminio in Rwanda; Steve McCurry che porta ancora i segni lasciati dalle  sanguisughe mentre fotografava le alluvioni monsoniche in India immerso nell'acqua fino al collo; la difficolta' di Basilico nel fotografare un Beirut devastata dalla guerra... 

Oltre agli aneddoti ed alle storie professionali di questi grandi fotografi, Calabresi riesce a far emegere anche il loro metodo di lavoro, il loro approccio alla fotografia, senza addentrarsi in pesanti dettagli tecnici, il tutto accompagnato da fotografie che hanno fatto la storia. Un libro che non puo' che suscitare un' attrazione fatale per la fotografia.

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