Robert Capa

Biografia

Robert Capa nasce a Budapest nel 1913. Il suo vero nome era Endre Ernő Friedmann, che fu costretto a cambiare durante un periodo di clandestinita’ in Francia. E‘ considerato il primo e piu’ famoso fotografo di guerra, e documento’ cinque diversi conflitti : la guerra civile spagnola (1936-1939), la seconda guerra sino-giapponese (che seguì nel 1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d'Indocina (1954). 

Studio’ Scienze all’Universita’ di Berlino fra il 1931 ed il 1933, quando dovette lasciare la Germania nazista a causa delle sue origini ebraiche. Autodidatta, inizio’ come assistente di laboratorio e inizio’ a fare il fotografo freelance quando si trasferi’ a Parigi.

La sua fama esplosa durante la guerra civile spagnola, grazie alla famosa foto  “ Il miliziano colpito a morte”, di cui ancora oggi si discute l’autenticita’. 

Robert Capa si interesso’ anche di cinema.  Nel 1936 giro’  alcune sequenze per il film di montaggio "Spagna 36" diretto da Jean Paul Le Chanois e prodotto da Luis Bunuel. · La relazione con l'attrice Ingrid Bergman permise  a Capa di scattare alcune foto sul set del film "Notorious" (1946) di Alfred Hitchcock. ·

Nel 1947 assieme a Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Georges Rodger e William Vandivert fonda l' agenzia fotografica "Magnum Photos". 

Come la storica compagna Gerda Taro, mori’  facendo il suo lavoro, saltando su una mina in Vietnam nel 1954.

 

Il Fotografo

Robert Capa e’ stato il prototipo del fotografo di guerra : la sua fu una vita spericolata, fatta di donne, grandi bevute, ed attrazione fatale per il pericolo. Era consapevole del fascino del proprio personaggio, che attraeva allo stesso tempo belle donne ed approfittatori.  

Le sue foto erano pero’ meno improntate al “glamour” : raccontavano di sofferenza, miseria e caos. La sua carriera coincise con uno dei periodi piu’ bellicosi della storia, e Capa non perse mai l’occasione di essere al fronte, pronto ad affrontare la morte per raccontare la guerra.

Il suo sguardo e’ completamente immerso nella realta’ che vuole rappresentare, cerca di limitare al minimo i filtri e le barriere tra fotografo e soggetto. Si fa contaminare dalla vita e dall’uomo. "Se le tue foto non sono buone, vuol dire che non eri abbastanza vicino", recita la sua frase più famosa.  L’importante e’ stare dentro le cose. 

Paradossalmente, la sua foto piu’ famosa e’ anche la piu’ controversa.  “Il miliziano colpito a morte” rappresenta una vera icona del secolo scorso, ma tutt’ ora si dibatte sulla sua autenticita’. Secondo alcuni, la foto sarebbe infatti preparata ad arte da Robert Capa, e le circostanze dello scatto riportate dal fotografo non sarebbero veritiere. 

Robert Capa, in un’ intervista radiofonica datata 1947, racconta come riusci’ a realizzare lo scatto: "Ho scattato la foto in Andalusia - racconta - mentre ero in trincea con 20 soldati repubblicani, avevano in mano dei vecchi fucili e morivano ogni minuto. Ho messo la macchina fotografica sopra la mia testa, e senza guardare ho fotografato un soldato mentre si spostava sopra la trincea, questo è tutto. Non ho sviluppato subito le foto le ho spedite assieme a tante altre. Sono stato in Spagna per tre mesi e al mio ritorno ero un fotografo famoso, perché la macchina fotografica che avevo sopra la mia testa aveva catturato un uomo nel momento in cui gli sparavano. Si diceva che fosse la miglior foto che avessi mai scattato, ed io non l'avevo nemmeno inquadrata nel mirino perché avevo la macchina fotografica sopra la testa".

Documento’ la anche la seconda guerra mondiale, lasciando immagini memorabili delle attivita’ militari degli americani in Sicilia e dello sbarco in Normandia. 

 

Si distinse anche come fotografo in tempo di pace, ritraendo attori ed artisti e documentando la vita decadente ed opulenta dei ricchi europei.

Rimmarra’ nella storia come il prototipo del fotografo di guerra  e come fondatore dell’ agenzia fotografica Magnum che con i suoi canoni etici ed estetici defrinisce ancora oggi il modo in cui il fotogiornalismo racconta il mondo.

Libri di fotografia consigliati

Leggermente fuori fuoco. Slightly out of focus, Robert Capa, 2002

Un libro conivolgente ed appassionante, un vero capolavoro fra i libri di fotografia. Un' autobiografia in cui Robert Capa racconta il suo percorso umano e professionale  tra aneddotti, incontri, amicizie con personnaggi illustri, infinite avventure vissute durante i suoi viaggi. Il tutto arricchito da immagini che hanno fatto la storia della fotografia e da una prosa abile ed ironica. Un'opera che e' allo stesso tempo un autobiografia, un libro di fotografia, ed un manuale di storia. Un inno alla professione del reporter di guerra, da leggere anche per i non appassionati di fotografia.

Robert Capa, Edizioni Contrasto, 2002

Questo volume, come tutti gli altri dellla collana FotoNote, e' particolarmente indicato per chi e' particolarmente attento al rapporto qualita'- prezzo. Economico e tascabile, raccoglie le foto piu' celebri di Robert Capa,  e costituisce un ottimo modo per avere un,infarinature sull'opera del reporter di guerra piu' celebre della storia.

Robert Capa. La collezione completa, 2004

Questo volume dedicato a Robert Capa contiene 937 fotografie in ordine cronologico, accompagnate da note di commento e didascalie informative, selezionate dal fratello Cornell Capa, affermato fotografo della rivista LIFE, e dal biografo Richard Whelan, che per compilare questa straordinaria raccolta di immagini ha riesaminato scrupolosamente centinaia di provini.

Frasi celebri

 

  • “Se le vostre foto non sono abbastanza buone, non siete andati abbastanza vicino.”

 

  • “Le immagini sono lì, basta catturarle.”

 

  • “ Come fotografo di guerra spero di rimanere disoccupato per il resto della mia vita.”

 

  • “Il corrispondente di guerra beve di più, ha più ragazze, è meglio pagato, ed ha una maggiore libertà rispetto al soldato, ma in questa fase del gioco, avere la libertà di scegliere il suo posto e di poter essere un codardo senza essere giustiziato, è la sua tortura.”

 

  • “In una guerra si deve odiare qualcuno oppure amare qualcuno; è necessario avere una posizione oppure non si può capire ciò che succede.”

 

  • “Non è sempre facile stare in disparte e non essere in grado di fare nulla, se non registrare le sofferenze che stanno intorno.”

 

  • “Questa guerra è come un'attrice che sta invecchiando. E' sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa.”

 

  • “La verità è l'immagine migliore, la miglior propaganda.”

 

  • “Il corrispondente di guerra ha il suo gioco - la sua vita - nelle sue mani, e lui può metterla su questo o quel cavallo, oppure può metterla in tasca all'ultimo minuto.”

 

 

Biografie
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