Don McCullin

Biografia

La fotografia mi ha salvato. Sarei diventato un criminale o, nel migliore dei casi sarei finito come mio fratello, che si e’ dovuto arruolare nella legione straniera per fuggire ad una richiesta di estradizione belga...ci e’ rimasto per trenta anni”. Don McCullin racconta cosi’ il suo rapporto con la fotografia. McCullin nasce a Londra nel 1935, nel malfamato quartiere di Finsbury Park. A 15 anni lascia la scuola, poco dopo aver perso il padre. La sua adolescenza londinese e, all’insegna della violenza : “ Volevo essere un criminale, distruggere tutto, mi divertivo a fare il teppista, a mettere i mattoni sulle rotaie dei treni… Ma appena ho scoperto la fotografia la mia vita e’ cambiata”

Lasciata la scuola si arruola nella RAF, l’aviazione inglese, dove lavora come assistente fotografo. Poco dopo compro’ la sua prima macchina fotografica, ma la madre gliela dovette ricomprare perche’ l’aveva ceduta al banco dei pegni. Con questa camera scatto’ la prima foto che gli venne pubblicata, nel 1959, dall’ Observer. Con lo steso giornale firmo’ un contratto nel 1961. Inizialmente il suo lavoro doveva svolgersi in Inghilterra, ma McCullin fu felicissimo quando, nel 1964, gli venne chiesto ti andare fotografare la guerra di Cipro. Questo fu l’inizio della sua lunga carriera di fotografo di guerra e di altri disastri umani. Fra il ‘66 e l’ ‘84 lavoro’ per il Sunday Times dell’era “pre-Murdoch”, quando il giornale era un baluardo del giornalismo d’inchiesta ed investigativo. In questo periodo lavoro’ in Biafra, Congo Belga, Irlanda del Nord, Libano, El Salvador e Russia. Ma le sue foto piu’ famose le scatto’ in Vietnam e Cambogia. All’inzio degli anni ‘80, due eventi lo portarono ad abbandonare la carriera di reporter di guerra. Nel 1981,  a causa di dissapori sulla nuova linea editoriale imposta da Rupert Murdoch, che secondo McCullin non dava adeguata copertura alle problematiche sociali ed internazionali, lascio’ il Sunday Times. L’ anno seguente  gli venne rifiutato il permesso di andare a seguire la guerra delle Falkland. Da quel momento in poi non segui’ piu’ nessun evento bellico.Negli ultimi anni ha continuato a viaggiare ed a fotografare. Questo nuovo corso include anche molte fotografie della campagna inglese, dove adesso vive con la sua terza moglie.Nel 1993 e’ stato il primo fotogiornalista ad essere nominato Comandante dell’Impero Britannico, ha pubblicato una dozzina di volumi, ed e’ universalmente riconosciuto come uno dei piu’ grandi fotografi di guerra della storia.

Il Fotografo

 

Per molti Don McCullin e’ l’erede di Robert Capa, il fotografo ungherese che una volta disse : “Se le tue foto non sono buone, vuol dire che non sei abbastanza vicino”. Sicuramente, McCullin e’ stato sempre abbastanza vicino. Il suo lavoro si mescola inesorabilmente con la sua vita privata: le sue fotografie ci raccontano le tragedie del mondo ma anche i fantasmi e la violenza della sua infanzia.  E’ la sua storia personale ad avergli permesso di affrontare gli orrori del mondo, vivendoli in prima persona e rischiando anche la vita piu’ volte. Per raccontare senza compromessi gli orrori della guerra in Vietnam, vi si reco’ ben 15 volte. Le sue foto, alcune delle quali sono diventate delle vere e proprie icone di quella guerra, hanno sempre un tocco personale, vanno alla ricerca della sofferenza dell’uomo. La foto del giovane soldato americano, impietrito e con gli occhi sbarrati per il panico e la paura, spiega senza bisogno di parole la follia della guerra.

Nonostante il pericolo, non si e’ mai comportato da semplice spettatore o testimone. Nella guerra di Cipro abbandono’  la macchina fotografica per andare ad aiutare un bambino di tre anni che, con la madre, stava cercando di attraversare una strada coinvolta in un conflitto a fuoco. “ Bisogna sempre restituire quando si e’ in una situazione da cui si sta solo prendendo”
Cosi’ racconta al giornalista Mario Calabresi il momento successivo ad uno dei suoi scatti piu’ famosi, in cui ritrae due soldati che sorreggono un compagno ferito: “ Cominciai ad urlare a quei ragazzi di portare il compagno ferito dall’altra parte della strada. Mi diedero retta ed iniziarono a correre, ma finirono a terra tutti e tre. Allora mi sono lanciato in mezzo alla strada,  mi sono caricato il ferito in spalla e l’ho portato dal comandante che mi ha chiesto se fossi impazzito (......) Erano giorni che ero insieme a loro, ne avevo visti molti con la faccia spappolata, senza piu’ le mani, avevo registrato tutto, ma arriva un momento in cui si deve dare qualcosa in cambio per ottenere rispetto. Da quel giorno sono rimasto la’ due settimane e loro  mi hanno trattato come un fratello. Ho dormito per settimane sotto le bombe, per terra, in mezzo ai morti. Alla fine ho perso la ragione, non riuscivo piu’ a dire una parola, non vedevo altro che morti, sangue esplosioni. Avrei voluto piangere, sapevo che mi avrebbe fatto bene, ma da dove vengo io, a Finsbury Park, non si piange,  perche’ e’ un segno di debolezza e sconfitta. Cosi’ tutti quegli incubi mi seguirono ogni notte nel sonno.”

Adesso Don McCullin conduce una vita piu’ tranquilla, nella sua casa di campagna nel Somerset. Anche il carattere ribelle da teppista cresciuto a Finsbury Park, sembra essersi addolcito con l’eta’. “ Non bevo e non faccio piu’ a botte da almeno tredici anni, da quando tre poliziotti dovettero utilizzare lo spray urticante per immobilizzarmi”.Le sue foto adesso raccontano la stupenda e placida campagna inglese, lontana anni luce dalle tragedie e dal frastuono delle numerose guerra che Don McCullin ci ha raccontato.Ma lo spirito rimane sempre quello : “ La mia fotografia e’ politica, perfino il panorama inglese che ritraggo dalla finestra di casa ha un valore politico: difendere dagli speculatori edilizi l’ultimo pezzo di territorio vergine che abbiamo in Inghilterra.”

 

Libri di fotografia consigliati

Un comportamento irragionevole, Don McCullin, 2010

Una sorprendente autobiografia in cui il fotografo inglese racconta la sua vita sia dal punto di vista fotografico che da quello esistenziale, in un avvincente intreccio di storia personale e professionale. Dall’infanzia nei quartieri malfamati di Londra, alle prime foto dei gruppi giovanili, agli anni passati al fronte,  fino agli anni più recenti e ai sorprendenti paesaggi della campagna inglese, soggetto preferito delle sue ultime fotografie.

Questo volume fa parte della collana "dixit", parole e immagini intorno alla fotografia

 

Don Mccullin, 2006

Un libro di fotografia della collana FotoNote della casa editrice Conrasto. Un libro di piccolo formato che presenta 66 fotgrafie in bianco e nero, un omaggio alla carriera ed all'impegno civile del grande fotografo inglese

McCullin, 2012, a cura di S. Parmiggiani

Una monografia completa sull'opera fotografica di Don McCullin, che fa scorrere sotto ai nostri occhi le piu' belle fotografie realizzate dal fotgrafo inglese nelle zone piu' calde della terra: l guerre in Vietnam e Cambogia, la costruzione del muro di Berlino, i conflitti del Medio Oriente, le vittime delle crisi umanitarie in Africa e Bangladesh. Senza tralasciare le fotografie degli ultimi decenni, in cui McCullin sembra essersi pacificato: la campagna inglese, le rovine romane ed i popoli primitivi in varie parti del mondo.

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